Gli occhiali hi-tech che scovano i tumori

Permettono di visualizzare masse grandi solo un millimetro

La chirurgia dei tumori potrebbe essere giunta ad un punto di svolta grazie

ad un'invenzione messa a punto alla School of Medicine della Washington University. Gli esperti dell'ateneo americano hanno infatti sviluppato una tecnologia che permette ai medici di distinguere masse neoplastiche di dimensioni inferiori al millimetro basandosi sull'uso di una molecola che colora in modo specifico le cellule tumorali di un blu fluorescente visualizzabile con un particolare paio di occhiali.

L'uso di questa tecnologia innovativa permetterebbe di ridurre lo stress cui è sottoposto il paziente e, allo stesso tempo, i costi della cura del cancro. Spesso, infatti, per sconfiggere definitivamente un tumore non è sufficiente nemmeno la sua asportazione chirurgica. Alcune cellule neoplastiche possono invadere anche i tessuti circostanti la massa tumorale, ma per i chirurghi distinguere la loro presenza ad occhio nudo è praticamente impossibile. Gli occhiali sviluppati alla Washington University, sperimentati ieri per la prima volta al Barnes-Jewish Hospital di St. Louis, permettono di sorpassare questi problema. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Samuel Achilefu, esperto di radiologia e ingegneria biomedica che ha guidato il team di ricercatori che ha messo a punto questa nuova tecnologia – è assicurarci che non venga lasciato nessun residuo di tumore”.

“Con gli occhiali sviluppati dal dottor Achilefu – ha spiegato Ryan Field, chirurgo che intende utilizzare la tecnologia per asportare un melanoma in un intervento in programma nelle prossime settimane – possiamo identificare meglio il tessuto che deve essere rimosso”. “La nostra speranza – ha aggiunto Julie Margentaler, il chirurgo che ha partecipato al primo intervento sperimentale – è che questa nuova tecnologia possa ridurre o, idealmente, eliminare la necessità di un secondo intervento chirurgico”.

Come ha precisato Margenthaler, per il momento questa nuova tecnologia è ancora nelle sue fasi iniziali e saranno necessari sia perfezionamenti, sia ulteriori test, “ma è fuori di dubbio che i potenziali benefici per i pazienti siano incoraggianti”.

Fonte articolo e immagine: salute24.ilsole24ore.com